martedì 26 luglio 2016

Parco delle Incisioni rupestri di Grosio

Castello di San Faustino

Il parco delle Incisioni rupestri di Grosio è un parco archeologico nella località Dosso dei Castelli nei comuni di Grosio e di Grosotto in provincia di Sondrio. È stato istituito nel 1978 per mezzo di una donazione degli immobili da parte della marchesa Margherita Pallavicino Mossi Visconti Venosta ed è gestito da un consorzio tra la provincia di Sondrio, la comunità montana di Tirano e i comuni di Grosio e Grosotto, secondo le direttive della Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia. Il parco organizza convegni e mostre e promuove la pubblicazione di testi scientifici e le attività didattiche e divulgative.

Per informazioni: http://parcoincisionigrosio.org/

All'interno del parco si trovano il Castello vecchio di San Faustino (edificato tra il X e l'XI secolo), la relativa chiesa e il più recente Castello visconteo, che risale al Trecento. Le costruzioni sorgono su un colle che domina sulla valle formata dal fiume Adda e sul torrente Roasco. Nei pressi delle vestigia medievali si trova la cosiddetta Rupe Magna, una roccia di grandi dimensioni che reca oltre 5000 incisioni, risalenti al IV-I millennio a.C., oggetto di un articolato intervento di manutenzione a partire dal 2008.

Nel parco è presente un antiquarium che espone i reperti rinvenuti durante l'attività di scavi svolt nell'area di due insediamenti preistorici della zona.

Un parco che vale una visita!

martedì 19 luglio 2016

Torre del Lago Puccini

Torre del Lago

Torre del Lago Puccini detta anche semplicemente Torre del Lago è l'unica frazione di Viareggio, in provincia di Lucca.

Il suo nome ha origine dalla presenza di una torre che nel XV-XVI secolo sorgeva sul vicino lago di Massaciuccoli (chiamata prima Torre Guinigi e poi Torre del Turco).

Al nome originario di Torre del Lago venne aggiunto, il 21 dicembre 1938, quello di Puccini, per rendere onore al compositore che qui visse e compose molte delle sue celeberrime opere liriche. La sua residenza, Villa Puccini, sorge sul belvedere del lago di Massaciuccoli ed ospita la tomba del compositore. La villa è visitabile ed è meta di turisti ed appassionati di lirica provenienti da tutto il mondo.

Ogni anno, nel periodo estivo, in onore di Puccini si tiene un festival lirico, il Festival Puccini, ( http://www.puccinifestival.it/ ) nel quale vengono rappresentate, in un teatro all'aperto che si affaccia sul lago di Massaciuccoli, alcune opere del compositore da tempo presenti stabilmente nel repertorio lirico.

Per quest'estate un'opportunità da non perdere...

giovedì 7 luglio 2016

L'Isola Comacina

L'Isola Comacina

L'isola Comacina è un lembo di terra (lunghezza 600 m, larghezza 200 m, perimetro 2 km, superficie 7,5 ettari) circondato dal Lago di Como.

È situata nel comune di Tremezzina, in corrispondenza dell'insenatura della costa occidentale del ramo comasco fra Argegno e la penisola di Lavedo, nelle acque antistanti la Zoca de l'oli (conca dell'olio): il territorio più a nord dell'Italia dove, in una condizione climatica particolarmente mite, viene coltivato l'ulivo e viene prodotto olio d'oliva. Dagli abitanti di Ossuccio viene ancora chiamata el castell (il castello).

Il vecchio proprietario, Giuseppe Caprani, lasciò l'isola in eredità al re Alberto I del Belgio, che la donò allo Stato italiano. Quest'ultimo la cedette, a sua volta, al presidente dell'Accademia di Brera con lo scopo di costruire un villaggio per artisti e un albergo. Attualmente l'isola è di proprietà dell'Accademia di Belle Arti di Brera, Milano ( http://www.accademiadibrera.milano.it/it/bando-residenze-d%E2%80%99artista-isola-comacina-2016.html ).

Ogni anno, la domenica più vicina al 24 giugno, vi si svolge la tradizionale festa di san Giovanni con solenne processione di barche e con il tradizionale spettacolo pirotecnico sul lago.

Oltre alle poche costruzioni recenti, l'unico edificio ancora integro è la chiesetta barocca di San Giovanni che contiene al suo interno resti di murature romane e tardoromane, parte di fondazioni di una cappella romanica e resti di un battistero (mosaico) del V secolo.

Accanto a questa costruzione si possono individuare i resti della basilica di Sant'Eufemia dell'XI secolo, di pianta a tre navate absidate con cripta. Sull'isola si possono vedere i resti delle chiese di Santa Maria del Portico (XII secolo), di San Pietro in Castello e dei Santi Faustino e Giovita.

Sull'isola esistevano, secondo la tradizione, ben nove chiese prima che i comaschi, nell'anno 1169, le radessero al suolo.

Discussa è l'interpretazione dell'aggettivo "comacina". Solitamente è interpretato come "di Como" o "del lago di Como", quindi come "isola del lago di Como". Autori recenti fanno derivare l'aggettivo da "νήσος κωμανίκεια", così è stata chiamata l'isola da Giorgio Ciprio nella sua opera geografica, quando accenna al presidio bizantino ed alla resistenza di Francione.


sabato 2 luglio 2016

Storia d'Italia: la guerra della Quadruplice Alleanza

La battaglia di Capo Passero

La Spagna, per mano del nuovo primo ministro Cardinal Alberoni, aveva adottato una politica aggressiva verso gli altri paesi cofirmatari dei trattati per l'insoddisfazione del nuovo Re per la perdita di tutti i possedimenti europei seppur in cambio di un trono e per il desiderio della Regina Elisabetta Farnese di ottenere ducati in Italia per i propri figli. Alberoni e Filippo V la sostennero in questo sforzo, poiché entrambi ambivano a ricostruire la ex Grande Spagna, e, decisi a recuperare i territori perduti in Italia, accamparono pretese del regno spagnolo su Sardegna e Sicilia.

La Spagna nel 1717-1718 prese l'iniziativa occupando prima la Sardegna, in mano agli Asburgo, poi la Sicilia territorio sabaudo di recente acquisizione. Questa iniziativa provocò la formazione di una quadruplice alleanza (1717) tra Francia, Inghilterra, Paesi Bassi e Austria, la quale, un anno dopo conseguì una schiacciante vittoria a Capo Passero sulla flotta spagnola (1718).

La guerra si concluse con il trattato dell'Aia (1720) che decretò un cambio di isole italiane tra Asburgo e Savoia: ai primi andò la Sicilia (allora più ricca rispetto all'isola sarda) e il titolo regio di Vittorio Amedeo II cambiò da Re di Sicilia (trattato di Utrecht) a Re di Sardegna; i Savoia porteranno questo titolo fino all'unificazione del Regno d'Italia. Al figlio di Elisabetta Farnese, Carlo (1716 – 1788), furono promessi i ducati di Parma, di Piacenza e di Toscana, che dopo la prossima estinzione della linea maschile dei Farnese gli sarebbero stati attribuiti. La Spagna negli anni successivi uscì dal suo isolamento e con la Guerra di successione polacca (1733 – 1738) riuscì persino a portare sotto il suo controllo Napoli e la Sicilia.


44 Continua.