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domenica 13 aprile 2014

La Settimana Santa

Con la Santa Messa celebrata questa mattina alle ore 9,30 in Piazza San Pietro da Papa Francesco, hanno inizio i riti della Settimana Santa.

La Settimana Santa è la settimana nella quale il Cristianesimo celebra gli eventi di fede correlati agli ultimi giorni di Gesù, comprendenti in particolare la sua passione, morte e resurrezione.

In tutto il mondo, i cattolici chiamano Settimana Santa il periodo, da Domenica delle Palme al Sabato Santo, che precede la Pasqua, cioè la domenica in cui si ricorda la Resurrezione dai morti di Gesù Cristo. La Pasqua è la massima solennità della fede cristiana e si celebra ogni anno la prima domenica di luna piena di Primavera (tra fine marzo e aprile).

I riti religiosi della Settimana Santa sono celebrati con solennità in tutte le chiese del mondo cristiano.

In Italia sono innumerevoli le manifestazioni legate a questo periodo liturgico. 

Tra gli innumerevoli riti, segnaliamo quelli della Settimana Santa di Lanciano (Abruzzo) che vedono la presenza delle quattro confraternite cittadine: arciconfraternita Orazione e Morte, chiesa di Santa Chiara, confraternita dei Santi Simone e Giuda Taddeo, chiesa di Sant'Agostino, confraternita la Concezione, chiesa di Santa Maria Maggiore, confraternita il Santo Rosario, chiesa del Purgatorio.

La Settimana Santa di Polistena (Calabria) è costituita da una serie di Riti religiosi che si tramandano nelle generazioni ormai dalla fine del 1700. Alcuni di questi Riti nel corso del tempo si sono ispirati a quelli di origine spagnola. I Riti attraggono migliaia di turisti e fedeli da tutta la nazione; iniziano con la Domenica delle Palme e terminano la Domenica di Pasqua, vedendo il giorno più intenso il Venerdì Santo con 4 Riti.

I riti della Settimana Santa di Procida (Campania) rappresentano uno degli eventi religiosi più importanti che si svolgono nell'isola. Il ciclo di festività si apre con la cerimonia della domenica delle Palme per culminare con i riti del Giovedì e del Venerdì santo, per poi concludersi nel giorno di Pasqua.

La settimana santa di Bitonto (Puglia) è una delle principali ricorrenze rituali tradizionali della città. Durante la settimana, che precede la Pasqua, si tengono le visite ai sepolcri (re sebbùlche, in dialetto bitontino) e la tradizionale processione del Venerdì santo. Le giornate cerimoniali principali sono il Venerdì di Passione, il Mercoledì santo, il Giovedì santo, la Processione di Gala. Tutte le statue esposte in processione sono di legno, alcune delle quali sono definiti veri capolavori della scultura lignea e risalgono all'epoca seicentesca, tranne Calvario che è in cartapesta.

I riti della Settimana Santa di Barcellona Pozzo di Gotto (Sumana Santa in siciliano) sono una manifestazione religiosa popolare tipica. Essi si svolgono seguendo un calendario prestabilito:

  • Mercoledì Santo: "Rito dell’Ecce Homo" e incontro dei Visillanti di Barcellona e Pozzo di Gotto, presso la Chiesa di Gesù e Maria a Pozzo di Gotto.
  • Giovedì Santo: in tutte le chiese Messa in Coena Domini con rito della lavanda dei piedi, processione degli Apostoli e visita agli Altari della Reposizione impropriamente detti Sepolcri.
  • Venerdì Santo: in tutte le parrocchie è rievocata la Passione del Signore, nella forma liturgica ecclesiale della Passio declamata come "lettura" dei testi tratti dai Vangeli. Segue la legatura simbolica delle Campane, strumenti un tempo sostituiti dal suono delle traccole, la spoliazione e l'abbrunamento degli Altari. A Pozzo di Gotto: vestizione dei Giudei. La Passio figurata o Processione delle Vare seguite dai Visillanti al canto della Visilla ("Vexilla Regis Prodeunt ") di Venanzio Fortunato e l'incontro al vespro sul Ponte Longano, costituisce il momento più drammatico, intimo, emotivamente più toccante, e allo stesso tempo, il più solenne, spettacolare del complesso delle tradizioni popolari cittadine legate alle celebrazioni del Triduo Pasquale.
  • Sabato Santo: in tutte le parrocchie: Veglia Pasquale. Nella Chiesa di Santa Maria Assunta "Â calata 'a Tila", rito che prevede l'improvviso disvelamento del presbiterio durante la Veglia della Notte di Pasqua al pronunciamento del Gloria, per rappresentare e mostare in modo figurato il Cristo Risorto.
  • Lunedì dell'Angelo: presso la Chiesa di Gesù e Maria, a Pozzo di Gotto: Messa solenne e Riposizione nella Teca dell’Ecce Homo.
  • Domenica in Albis: presso la Parrocchia di Oreto la Processione per l'Incontro tra il Cristo Risorto con Maria.
Rito della Settimana Santa a Barcellona Pozzo di Gotto

giovedì 30 gennaio 2014

I giorni della Merla

I cosiddetti giorni della merla sono, secondo la tradizione, gli ultimi tre giorni di gennaio (29, 30 e 31) oppure gli ultimi due giorni di gennaio e il primo di febbraio. Sempre secondo la tradizione sarebbero i tre giorni più freddi dell'anno.

L'origine della locuzione "i giorni della merla (o Merla)" non è ben chiara. Sebastiano Pauli espone due ipotesi:

« "I giorni della Merla" in significazione di giorni freddissimi. L'origine del quel dettato dicon esser questo: dovendosi far passare oltre Po un Cannone di prima portata, nomato la Merla, s'aspettò l'occasione di questi giorni: ne' quali, essendo il Fiume tutto gelato, poté quella macchina esser tratta sopra di quello, che sostenendola diè il comodo di farla giugnere all'altra riva. Altri altrimenti contano: esservi stato, cioè un tempo fa, una Nobile Signora di Caravaggio, nominata de Merli, la quale dovendo traghettare il Po per andare a Marito, non lo poté fare se non in questi giorni, ne' quali passò sovra il fiume gelato. »

Secondo altre fonti la locuzione deriverebbe da una leggenda secondo la quale, per ripararsi dal gran freddo, una merla e i suoi pulcini, in origine bianchi, si rifugiarono dentro un comignolo, dal quale emersero il 1º febbraio, tutti neri a causa della fuliggine. Da quel giorno tutti i merli furono neri.

Si noti che se alcune leggende parlano di una merla, nella realtà questi uccelli presentano un forte dimorfismo sessuale nella livrea, che è bruna (becco incluso) nelle femmine, mentre è nera brillante (con becco giallo-arancione) nel maschio.

Secondo una versione più elaborata della leggenda, una merla, con uno splendido candido piumaggio, era regolarmente strapazzata da gennaio, mese freddo e ombroso, che si divertiva ad aspettare che lei uscisse dal nido in cerca di cibo, per gettare sulla terra freddo e gelo. Stanca delle continue persecuzioni, la merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese, e si rinchiuse nella sua tana, al riparo, per tutto il mese di gennaio, che allora aveva solo ventotto giorni. L'ultimo giorno del mese, la merla, pensando di aver ingannato il cattivo gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio se ne risentì così tanto che chiese in prestito tre giorni a febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo, pioggia. La merla si rifugiò alla chetichella in un camino e lì restò al riparo per tre giorni. Quando la merla uscì, era sì salva, ma il suo bel piumaggio si era annerito a causa del fumo, e così essa rimase per sempre con le piume nere.

Come in tutte le leggende, esiste un fondo di verità: infatti nel calendario romano il mese di gennaio aveva solo ventinove giorni.

Sempre secondo la leggenda, se i giorni della merla sono freddi, la primavera sarà bella; se sono caldi, la primavera arriverà in ritardo.



mercoledì 25 settembre 2013

Vendemmia

L'autunno è la stagione della vendemmia.

Per vendemmia si intende la raccolta delle uve da vino, in quanto nel caso delle uve da tavola si usa semplicemente il termine raccolta.

Il periodo di vendemmia varia tra luglio e ottobre (nell'emisfero settentrionale) e tra febbraio e aprile (nell'emisfero meridionale), e dipende da molti fattori, anche se in maniera generica si identifica con il periodo in cui le uve hanno raggiunto il grado di maturazione desiderato, cioè quando nell'acino il rapporto tra la percentuale di zuccheri e quella di acidi ha raggiunto il valore ottimale per il tipo di vino che si vuole produrre.

Se questo parametro è genericamente valido per le uve da tavola, nel caso di uve destinate alla produzione del vino è necessario considerare ulteriori parametri per decidere quando e come vendemmiare.

Il momento della vendemmia può dipendere da:
  • condizioni climatiche: all'aumentare della latitudine le uve maturano più tardi;
  • zona di produzione: le uve delle vigne esposte a sud maturano prima di quelle esposte a nord; all'aumentare dell'altitudine le uve maturano prima;
  • tipo di uva: i vitigni a bacca bianca maturano in genere prima dei vitigni a bacca rossa;
  • tipo di vino che si vuole ottenere, determinato dalla maggiore o minore presenza di alcuni componenti, quali:
  • zuccheri, un maggior tenore di zucchero aumenterà il grado alcolico del vino prodotto; inoltre un giusto tenore zuccherino è indispensabile per avviare la fermentazione alcolica;
  • acidi, le sostanze acide sono necessarie sia per evitare la proliferazione di batteri (e quindi di malattie), sia per la successiva conservazione del vino;
  • componenti aromatici, variano durante la maturazione dell'uva, e contribuiscono a determinare le caratteristiche organolettiche del vino.

Nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, peanuts vi terrà compagnia con la descrizione dei migliori vitigni e dei migliori vini italiani.






venerdì 30 agosto 2013

La scuola in Italia

Ultimo week end di agosto alle porte e poi...ecco che ricominciano le occupazioni di sempre.

In primis la scuola che tra una decina di giorni vedrà nuovamente impegnati i nostri studenti per un nuovo anno scolastico. 

In Italia si incomincia a mandare i bimbi a scuola a tre anni (viene comunemente chiamata asilo) poi a sei ani si frequentano le scuole elementari (per cinque anni), poi per tre anni le scuole medie inferiori  e quindi per altri cinque anni le scuole medie superiori dove, se si viene promossi alla fine del quinto anno, si ottiene il diploma di maturità.

A questo punto il giovane, che nel frattempo è diventato maggiorenne, ha davanti a sé due possibilità: o proseguire negli studi scegliendo una facoltà universitaria oppure cercarsi un lavoro più o meno attinente al titolo di studio conseguito con il diploma.

Quello che noi consigliamo sempre ai giovani diplomati: se potete, continuate a studiare e magari nei periodi estivi cercatevi un lavoretto per incominciare ad entrare in contatto con il mondo del lavoro. Ma non rinunciate a studiare, è il modo migliore per crescere come persone e per essere un domani cittadini responsabili, capaci di trasformare il mondo di oggi in un luogo migliore domani.








venerdì 2 agosto 2013

La stadera

Recentemente mi è capitato di passeggiare tra le bancarelle di un mercatino e di colpo l'ho rivista: la stadera!

Mi è tornata subito in mente l'infanzia passata d'estate con i nonni in un paesino in montagna e il proprietario del piccolo negozio di alimentari, l'unico del paese, che ci pesava la frutta e la verdura con la stadera...

Ma che cos'è la stadera? La stadera è una bilancia di origine romana basata sul principio delle leve. È costituita da una leva a bracci diseguali e da un fulcro che, in genere, si presenta fisso.

Sul braccio più lungo, che può recare una o più scale (in genere 2), scorre un peso detto romano; su quello più corto può esservi o un piatto o un gancio recanti l'oggetto o la merce da pesare. Facendo scorrere il romano lungo la scala si raggiunge una posizione di equilibrio nella quale il braccio graduato si porta in posizione orizzontale. Dalla posizione del romano sulla scala si legge dunque il peso cercato.

Per misurazioni di limitata entità (max 15-20 kg) il fulcro viene impugnato direttamente dalla persona che effettua la pesata.

Oggi le bilance sono elettroniche e parlanti, ma volete mettere il fascino della vecchia stadera che oltretutto funzionava anche quando andava via la corrente elettrica!!!

Anche questa è stata l'Italia!!!





martedì 23 luglio 2013

La bicicletta

Gli italiani hanno sempre amato la bicicletta.

In Italia, nonostante la crisi economica, le 250 aziende impegnate direttamente nella produzione di biciclette stanno mantenendo il loro fatturato che complessivamente nel 2012 è stato di 1 miliardo di euro, indotto escluso.

Oltre ai nomi storici e famosi, sono tante le aziende piccole e medie, a conduzione familiare, che producono biciclette di qualità, realizzate su misura del cliente. Quello che manca è una politica a favore dei ciclisti che non sempre godono dell'attenzione che meriterebbe questo ecologico e salutare mezzo di trasporto.

Comunque, se quest'estate visitate l'Italia, cercate nel luogo di villeggiatura un percorso ciclabile e noleggiate una due ruote: una passeggiata per la campagna italiana, in mezzo alla natura, al sole, alle cicale, non ha prezzo; per tutto il resto...c'è tempo!

Ecco un link utile ad un sito dove potete trovare tutte le piste ciclabili (o quasi) presenti in Italia: http://www.piste-ciclabili.com/





giovedì 18 luglio 2013

La cerimonia del ventaglio

Oggi si è svolta la Cerimonia del Ventaglio.

La cerimonia del ventaglio è un rito, forse poco noto all'estero, che si svolge ogni anno tra la fine di luglio e i primi di agosto. Consiste nella consegna di un ventaglio decorato al Presidente della Repubblica italiana e ai Presidenti della Camera dei deputati  e del Senato, tradizionale omaggio da parte dell' Associazione stampa parlamentare (ASP), che si tiene annualmente presso Palazzo del Quirinale, Palazzo Montecitorio e Palazzo Madama, in vista della chiusura dei lavori parlamentari per la pausa estiva.

Il primo ventaglio fu consegnato il 7 luglio 1893 al Presidente della Camera Giuseppe Zanardelli; si trattava di un semplice ventaglio di carta sul quale erano apposte le firme di tutti i giornalisti della tribuna stampa. Dal 1871, infatti, l'Assemblea era ospitata nella provvisoria aula Comotto, approntata in fretta in un cortile di Montecitorio, che risultò essere molto calda d'estate e ghiacciata d'inverno; nei primi giorni di luglio del 1893, molti giornalisti della tribuna stampa, per combattere l'afa dell'aula, usarono dei ventagli. Zanardelli notò la trovata ed espresse ad alcuni corrispondenti, con ironia, la propria invidia. Da qui, il pretesto per il semplice dono.

Anche questa è Italia!!!