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martedì 25 ottobre 2016

Museo numismatico della Zecca di Roma

Vetrina del Museo della Zecca


Apre oggi al pubblico il Museo della Zecca di Roma nella nuova sede di via Salaria 709, all'interno del complesso industriale dell'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato.

Il museo trae origine da varie acquisizioni di diverse collezioni da parte del Vaticano già sul finire del XVIII secolo, indi, nel 1822 venne costituito il gabinetto numismatico che si prefisse di conservare e restaurare monete antiche e di fare delle copie di medaglie pontificie. Nel 1870 la zecca del Vaticano fu assorbita dal ministero delle finanze. Vittorio Emanuele III incrementò la raccolta di monete mediante varie donazioni. 

Nel 1911 il museo fu posto presso la zecca dell'Esquilino in cui in una sala erano esposte le monete e le medaglie, in un'altra le cere di Pistrucci ed in un'altra ancora la collezione vaticana. Nel 1962 parte delle collezioni vennero portate negli alloggi dei ministero delle finanze a Via XX Settembre, sino a ieri.

Il Museo si articola in due sezioni distinte, che documentano la storia della Zecca e anche di tutto il nostro Paese. Per il pubblico un vero e proprio viaggio nel tempo, reso ancora più suggestivo dalle ricostruzioni virtuali degli antichi ambienti di lavoro e dall'apparato fotografico. Attualmente è in costante accrescimento con l'acquisizione di nuove raccolte.

Per chi visita Roma, un nuovo appuntamento da non perdere.

martedì 8 dicembre 2015

Giubileo della Misericordia



Il Giubileo straordinario della misericordia è stato indetto da papa Francesco per mezzo della bolla pontificia Misericordiae Vultus. Precedentemente annunciato dallo stesso pontefice il 13 marzo 2015, ha avuto inizio oggi 8 dicembre 2015 e si concluderà il 20 novembre 2016 festa di Cristo Re. Il papa ha dichiarato che il giubileo, ricorrente nel cinquantesimo della fine del Concilio Vaticano II, sarà dedicato alla Misericordia.

Il papa ha fatto l'annuncio nel corso di una funzione religiosa:
« Cari fratelli e sorelle, ho pensato spesso a come la Chiesa possa rendere più evidente la sua missione di essere testimone della Misericordia. È un cammino che inizia con una conversione spirituale. Per questo ho deciso di indire un Giubileo straordinario che abbia al suo centro la misericordia di Dio. Questo Anno Santo inizierà nella prossima solennità dell'Immacolata Concezione e si concluderà il 20 novembre del 2016, domenica di Nostro Signore Gesù Cristo, re dell'universo e volto vivo della misericordia del Padre. Affido l'organizzazione di questo Giubileo al Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, perché possa animarlo come una nuova tappa del cammino della Chiesa nella sua missione di portare a ogni persona il vangelo della Misericordia. »
(Papa Francesco)

Mons. Rino Fisichella, in qualità di presidente del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, è il principale referente per l'organizzazione dell'evento giubilare. Nel maggio 2015, nella Sala Stampa della Santa Sede, lo stesso presule ha dato alcune anticipazioni sulle modalità di svolgimento dell'anno giubilare.

Sabato 11 aprile 2015, durante la celebrazione dei primi vespri della Domenica della Divina Misericordia, è stato indetto ufficialmente con la consegna e la lettura della bolla Misericordiae Vultus, avvenute alla presenza di papa Francesco davanti alla Porta santa della Basilica di San Pietro. La Bolla evidenzia la necessità di indire un Anno Santo Straordinario per tenere viva, nella Chiesa Cattolica, la consapevolezza di essere presente nel mondo quale dispensatrice della Misericordia di Dio. La capacità di dialogare col mondo e l'apertura a ogni uomo sono state le grandi sfide vinte dal Concilio Vaticano II. Il Giubileo vuole essere occasione per porre atti di ulteriore apertura. La Bolla ricorda, inoltre, i grandi eventi della Storia della Salvezza nei quali Dio si manifesta con il suo Amore Misericordioso.

L'apertura del Giubileo è stata inizialmente fissata per l'8 dicembre 2015. La scelta di tale data non era casuale, cadendo in tal giorno il cinquantesimo anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II. Prima di tale data però, come segno della vicinanza della Chiesa universale alla Repubblica centrafricana, colpita dalle violenze della guerra civile, papa Francesco ha aperto la porta santa della Cattedrale di Notre-Dame di Bangui il 29 novembre, in occasione del suo viaggio apostolico in Africa, anticipando di fatto l'inizio del giubileo straordinario.

Durante tale manifestazione vi sono dei momenti specifici per certe categorie di fedeli. Tra questi vi sono:

  • A tutti coloro che operano nel pellegrinaggio: dal 19 al 21 gennaio 2016
  • Invio dei missionari della misericordia: previsto per il 10 febbraio 2016
  • Tutto il variegato mondo che si ritrova nella spiritualità della misericordia: 3 aprile 2016
  • Raduno dei ragazzi dai 13 ai 16 anni: 24 aprile 2016
  • Incontro con i diaconi: 29 maggio 2016
  • Incontro con i sacerdoti: previsto per il 3 giugno 2016
  • Incontro con gli ammalati: previsto per il 12 giugno 2016
  • Incontro dei giovani in occasione della giornata mondiale della gioventù: a Cracovia dal 26 luglio al 1º agosto 2016
  • Incontro con il volontariato: si terrà il 4 settembre 2016
  • Il mondo della spiritualità mariana: 9 ottobre 2016

La porta santa verrà aperta nelle basiliche papali. Inoltre, viene data la facoltà a ogni diocesi di aprire una o più porte sante.

Un sito dove trovare tutte le informazioni utili sul Giubileo: http://www.giubileopapafrancesco.it/

domenica 6 dicembre 2015

Museo del Presepio



Il Museo, fondato nel 1967, occupa circa trecento mq., suddivisi in tre navate, nei locali sottostanti la Chiesa dei Ss. Quirico e Giulitta, ai Fori Imperiali a Roma.

A un livello ancora sottostante, è visibile, con accesso dal Museo stesso, la piccola abside affrescata della originaria Chiesa protocristiana (VI-VII sec).

Il Museo nacque grazie all’allora Presidente, e fondatore, dell’Associazione Angelo Stefanucci, che donò gran parte della sua raccolta di presepi di tutto il mondo: intorno a quel primo nucleo di opere, col tempo si sono raccolte centinaia di presepi, alcuni acquistati e altri donati dagli autori, o da privati e istituzioni pubbliche e private.

Il Museo raccoglie presepi, anche scenografici, e figure di notevole pregio storico e artistico: più di 1.000 gruppi presepiali, per un totale di migliaia di pezzi, provenienti da tutte le regioni italiane e da decine di nazioni, offrono una panoramica ampia ed esaustiva sulle varie interpretazioni ed ambientazioni della Natività, oltre ad una esemplificazione dei materiali che possono essere utilizzati.

Sono esposti presepi, rappresentativi delle migliori firme del settore, in cartapesta leccese, terracotta siciliana, legno, ceramica, vetro, madreperla, pietra, carbone, panno, marzapane, uova, foglie di mais ecc., oltre ad alcune statue napoletane dei secoli XVIII e XIX. Tra i pezzi più antichi, un presepio costruito con piccole conchiglie (Sicilia – Sec. XVII), un S. Bambino in avorio (Sec. XVII), una serie di statue di scuola bolognese (Sec. XVIII).

Tra i presepi scenografici, da citare, oltre ad un grande presepio in stile settecentesco napoletano, diverse opere della scuola catalana del gesso, nonché dei più noti “Maestri” del presepio italiani e stranieri.

Per informazioni: http://www.presepio.it/

venerdì 13 marzo 2015

Anno Santo straordinario - Giubileo della Misericordia



Papa Francesco ha annunciato oggi, 13 marzo 2015, nella Basilica di San Pietro la celebrazione di un Anno Santo straordinario. Questo Giubileo della Misericordia avrà inizio con l’apertura della Porta Santa in San Pietro nella solennità dell’Immacolata Concezione 2015 e si concluderà il 20 novembre 2016 con la solennità di Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo. All’inizio dell’anno il Santo Padre aveva detto:"Questo è il tempo della misericordia. È importante che i fedeli laici la vivano e la portino nei diversi ambienti sociali. Avanti!"

L’annuncio è stato fatto nel secondo anniversario dell’elezione di Papa Francesco, durante l’omelia della celebrazione penitenziale con la quale il Santo Padre ha aperto l’iniziativa 24 ore per il Signore. Questa iniziativa, proposta dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, promuove in tutto il mondo l’apertura straordinaria delle chiese per invitare a celebrare il sacramento della riconciliazione. Il tema di quest’anno è preso dalla lettera di San Paolo agli Efesini "Dio ricco di misericordia" (Ef 2,4).

L’apertura del prossimo Giubileo avverrà nel cinquantesimo anniversario della chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II, nel 1965, e acquista per questo un significato particolare spingendo la Chiesa a continuare l’opera iniziata con il Vaticano II.

Nel Giubileo le letture per le domeniche del tempo ordinario saranno prese dal Vangelo di Luca, chiamato "l’evangelista della misericordia". Dante Alighieri lo definisce "scriba mansuetudinis Christi", "narratore della mitezza del Cristo". Sono molto conosciute le parabole della misericordia presenti nel Vangelo di Luca: la pecora smarrita, la dramma perduta, il padre misericordioso.

L’annuncio ufficiale e solenne dell’Anno Santo avverrà con la lettura e pubblicazione presso la Porta Santa della Bolla nella Domenica della Divina Misericordia, festa istituita da San Giovanni Paolo II che viene celebrata la domenica dopo Pasqua.

Anticamente presso gli Ebrei, il giubileo era un anno dichiarato santo che cadeva ogni 50 anni, nel quale si doveva restituire l'uguaglianza a tutti i figli d'Israele, offrendo nuove possibilità alle famiglie che avevano perso le loro proprietà e perfino la libertà personale. Ai ricchi, invece, l'anno giubilare ricordava che sarebbe venuto il tempo in cui gli schiavi israeliti, divenuti nuovamente uguali a loro, avrebbero potuto rivendicare i loro diritti. "La giustizia, secondo la legge di Israele, consisteva soprattutto nella protezione dei deboli"(S. Giovanni Paolo II in Tertio Millennio Adveniente13).

La Chiesa cattolica ha iniziato la tradizione dell’Anno Santo con Papa Bonifacio VIII nel 1300.Bonifacio VIII aveva previsto un giubileo ogni secolo. Dal 1475 – per permettere a ogni generazione di vivere almeno un Anno Santo– il giubileo ordinario fu cadenzato con il ritmo dei 25 anni. Un giubileo straordinario, invece, viene indetto in occasione di un avvenimento di particolare importanza.

Gli Anni Santi ordinari celebrati fino ad oggi sono 26.L’ultimo è stato il Giubileo del 2000. La consuetudine di indire giubilei straordinari risale al XVI secolo. Gli ultimi Anni Santi straordinari, del secolo scorso, sono stati quelli del 1933, indetto da Pio XI per il XIX centenario della Redenzione, e quello del 1983, indetto da Giovanni Paolo II per i 1950 anni della Redenzione.

La Chiesa cattolica ha dato al giubileo ebraico un significato più spirituale. Consiste in un perdono generale, un'indulgenza aperta a tutti, e nella possibilità di rinnovare il rapporto con Dio e il prossimo. Così, l’Anno Santo è sempre un’opportunità per approfondire la fede e vivere con rinnovato impegno la testimonianza cristiana.

Con il Giubileo della Misericordia Papa Francesco pone al centro dell’attenzione il Dio misericordioso che invita tutti a tornare da Lui. L’incontro con Lui ispira la virtù della misericordia.

Il rito iniziale del giubileo è l'apertura della Porta Santa. Si tratta di una porta che viene aperta solo durante l'Anno Santo, mentre negli altri anni rimane murata. Hanno una Porta Santa le quattro basiliche maggiori di Roma: San Pietro, San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le mura e Santa Maria Maggiore. Il rito di aprire la Porta Santa esprime simbolicamente il concetto che, durante il Giubileo, è offerto ai fedeli un "percorso straordinario" verso la salvezza.

Le Porte Sante delle altre basiliche verranno aperte successivamente all'apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro.

La misericordia è un tema molto caro a Papa Francesco che già da vescovo aveva scelto come suo motto "miserando atque eligendo". Si tratta di una citazione presa dalle Omelie di San Beda il Venerabile, il quale, commentando l’episodio evangelico della vocazione di San Matteo, scrive: "Vidit ergo Iesus publicanum et quia miserando atque eligendo vidit, ait illi Sequere me" (Vide Gesù un pubblicano e siccome lo guardò con sentimento di amore e lo scelse, gli disse: Seguimi). Questa omelia è un omaggio alla misericordia divina. Una traduzione del motto potrebbe essere "Con occhi di misericordia".

Nel primo Angelus dopo la sua elezione, il Santo Padre diceva:"Sentire misericordia, questa parola cambia tutto. È il meglio che noi possiamo sentire: cambia il mondo. Un po’ di misericordia rende il mondo meno freddo e più giusto. Abbiamo bisogno di capire bene questa misericordia di Dio, questo Padre misericordioso che ha tanta pazienza" (Angelus 17 marzo 2013).

Nell’Angelus dell’11 gennaio 2015 ha affermato: "C’è tanto bisogno oggi di misericordia, ed è importante che i fedeli laici la vivano e la portino nei diversi ambienti sociali. Avanti! Noi stiamo vivendo il tempo della misericordia, questo è il tempo della misericordia". Ancora, nel suo messaggio per la Quaresima 2015, il Santo Padre ha detto: "Quanto desidero che i luoghi in cui si manifesta la Chiesa, le nostre parrocchie e le nostre comunità in particolare, diventino delle isole di misericordia in mezzo al mare dell’indifferenza!"

dal Bollettino della Sala Stampa Santa Sede

giovedì 1 gennaio 2015

Giornata mondiale della pace



La Giornata mondiale della pace è una ricorrenza, celebrata dalla Chiesa cattolica, che cade il 1º gennaio di ogni anno. Scopo della Giornata è dedicare il giorno di Capodanno alla riflessione ed alla preghiera per la pace.

La ricorrenza è stata istituita da papa Paolo VI con un messaggio datato 8 dicembre 1967 ed è stata celebrata per la prima volta il 1º gennaio 1968.

Da quell'anno il Papa invia ai capi delle nazioni e a tutti gli uomini di buona volontà un messaggio che invita alla riflessione sul tema della pace.

Di seguito alcuni brani del discorso di Papa Francesco questa mattina all'Angelus:

"In questo primo giorno dell’anno, nel clima gioioso - anche se freddo - del Natale, la Chiesa ci invita a fissare il nostro sguardo di fede e di amore sulla Madre di Gesù. In Lei, umile donna di Nazaret, «il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). Per questo è impossibile separare la contemplazione di Gesù, il Verbo della vita che si è fatto visibile e tangibile (cfr 1 Gv 1,1), dalla contemplazione di Maria, che gli ha donato il suo amore e la sua carne umana.

Oggi ascoltiamo le parole dell’apostolo Paolo: «Dio mandò suo Figlio, nato da donna» (Gal 4,4). Quel «nato da donna» dice in maniera essenziale e per questo ancora più forte la vera umanità del Figlio di Dio. Come afferma un Padre della Chiesa, sant’Atanasio: «Il nostro Salvatore fu veramente uomo e da ciò venne la salvezza di tutta l’umanità» (Lettera a Epitteto: PG 26).

Ma san Paolo aggiunge anche: «nato sotto la legge» (Gal 4,4). Con questa espressione sottolinea che Cristo ha assunto la condizione umana liberandola dalla chiusa mentalità legalistica La legge infatti, privata della grazia, diventa un giogo insopportabile, e invece di farci bene ci fa male. Gesù diceva: “Il sabato è stato fatto per l’uomo, non l’uomo per il sabato. Ecco allora il fine per cui Dio manda il suo Figlio sulla terra a farsi uomo: una finalità di liberazione, anzi di rigenerazione. Di liberazione «per riscattare coloro che erano sotto la legge» (v. 5); e il riscatto avvenne con la morte di Cristo sulla croce. Ma soprattutto di rigenerazione: «perché ricevessimo l’adozione a figli» (v. 5). Incorporati in Lui, gli uomini diventano realmente figli di Dio. Questo passaggio stupendo avviene in noi con il Battesimo, che ci innesta come membra vive in Cristo e ci inserisce nella sua Chiesa.....
.......Questa prossimità di Dio alla nostra esistenza ci dona la vera pace: il dono divino che vogliamo implorare specialmente oggi, Giornata Mondiale della Pace. Io leggo lì: “La pace è sempre possibile”. Sempre è possibile la pace! Dobbiamo cercarla… E di là leggo: “Preghiera alla radice della pace”. La preghiera è proprio la radice della pace. La pace è sempre possibile e la nostra preghiera è alla radice della pace. La preghiera fa germogliare la pace. Oggi Giornata Mondiale della Pace, “Non più schiavi, ma fratelli”: ecco il Messaggio di questa Giornata. Perché le guerre ci fanno schiavi, sempre! Un messaggio che ci coinvolge tutti. Tutti siamo chiamati a combattere ogni forma di schiavitù e a costruire fraternità. Tutti, ciascuno secondo la propria responsabilità. E ricordate bene: la pace è possibile! E alla radice della pace, sempre c’è la preghiera. Preghiamo per la pace. Ci sono anche quelle belle scuole di pace, scuole per la pace: dobbiamo andare avanti con questa educazione alla pace....."

Buon Anno a tutti i lettori e gli amici di peanutsfromitaly.

sabato 11 ottobre 2014

Papa Giovanni XXIII e il discorso della luna

Roma, 11 ottobre 1962

Uno dei più celebri discorsi di papa Giovanni - forse una delle allocuzioni in assoluto più celebri della storia della Chiesa - è quello che ormai si conosce come «Il discorso della luna». L'11 ottobre 1962, in occasione della serata di apertura del Concilio, piazza San Pietro era gremita di fedeli. Chiamato a gran voce, Roncalli decise di affacciarsi, per limitarsi a benedire i presenti. Poi si convinse a pronunciare, a braccio, un discorso semplice, dolce e poetico, con un richiamo straordinario alla luna, pur tuttavia contenente elementi del tutto innovativi:

« Cari figlioli, sento le vostre voci. La mia è una voce sola, ma riassume la voce del mondo intero. Qui tutto il mondo è rappresentato. Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera - osservatela in alto - a guardare a questo spettacolo. »

Poi il papa salutò i fedeli della diocesi di Roma (essendone anche il vescovo), e si produsse in un atto di umiltà forse senza precedenti, asserendo tra le altre cose:

« La mia persona conta niente, è un fratello che parla a voi, diventato padre per volontà di Nostro Signore, ma tutti insieme paternità e fraternità è grazia di Dio (..)

(...) Facciamo onore alle impressioni di questa sera, che siano sempre i nostri sentimenti, come ora li esprimiamo davanti al cielo, e davanti alla terra: fede, speranza, carità, amore di Dio, amore dei fratelli. E poi tutti insieme, aiutati così, nella santa pace del Signore, alle opere del bene. »

E, sulla linea dell'umiltà, impartì un ordine da pontefice con il parlare di un curato:

« Tornando a casa, troverete i bambini. Date una carezza ai vostri bambini e dite: questa è la carezza del Papa. Troverete qualche lacrima da asciugare, dite una parola buona: il Papa è con noi, specialmente nelle ore della tristezza e dell'amarezza. »

venerdì 19 settembre 2014

Casa di Augusto

Planimetria della Casa di Augusto


La Casa di Augusto è tornata visitabile al pubblico proprio in questi giorni ai Fori Imperiali a Roma.

La Casa di Augusto (in latino Domus Augusti), talvolta indicata anche come Domus Augustea era l'abitazione privata dell'imperatore Augusto, situata nel versante sud-ovest del colle Palatino.

Il valore fortemente simbolico del luogo in cui Augusto sceglie di vivere si ricollega alla storia della fondazione di Roma, il suo stesso nome "Augustus" deriva dalla dizione "Rex Augur" riferita a Romolo. Ottaviano Augusto, primo imperatore di Roma, fa comprare altre sei case per ottenere una dimora di 8351 m² la quale viene inaugurata nel 36 a.C.

Osservando la planimetria ricostruttiva della domus augusti si nota al centro un atrium con tablino, la parte sinistra è la domus privata, a destra la domus publica. Questa divisione della casa dell'imperatore rimarrà anche nella successiva espansione della domus augusti in epoca neroniana e flavia, la domus augustiana, ed è portatrice di un importante significato politico: il principe è al tempo stesso figura privata e pubblica, non può spogliarsi del potere.

Continuando l'osservazione della pianta si nota un'importante inclusione ad opera di Augusto: egli comprende nella propria casa il santuario del Lupercale, luogo sacro in cui Romolo fu salvato dalla lupa e dal re Faustolo. La domus augusti è il primo palazzo imperiale e primo "museo" delle origini di Roma: nel 28 a.C. raggiunge i 22.348 m² di estensione, comprendendo al piano inferiore il Lupercale. La domus publica è la dimora del pontefice massimo, carica che Augusto ricopre, ed è parte integrante della dimora dell'imperatore. Essa comprende anche il culto dei Lari e di Vesta così come il tempio di Apollo, luogo in cui si conservavano i Libri Sybillini. Prospiciente al tempio di Apollo (Aedes Apollinis) è il Portico di Danao e delle sue figlie (Danaidi), a fianco, sulla destra, è la biblioteca con la Curia dove Augusto riceveva il senato. La struttura dell'intero complesso sembra voler riprodurre quella tipica del foro, fulcro dell'intera città.

Nella parte più bassa si trova il bosco per Apollo Liceo (Lupo), in latino la Silva Apollinis, il dio che aveva dato il regno a Danao e poi allo stesso Augusto. La selva di Apollo Liceo si trova al di sopra del Lupercale. Al centro è l'ara della Roma quadrata, memoria romulea in cui Augusto "rifonda" la città. Il fronte della casa era decorata con allori e foglie di quercia, richiami ad Apollo, e con la scritta "ob cives servantes". Il fronte della domus Augusti dava sul circo massimo con due rampe d'accesso, sotto si aveva l'accesso al lupercale, sopra la dimora imperiale. Gli ambienti nel basamento del palazzo erano destinati agli schiavi e liberti che amministravano le ricchezze dell'imperatore. Ovidio definisce la casa di Augusto "tecta digna deo".

Gli ambienti visitabili sono venuti alla luce con gli scavi eseguiti nella zona augustea alla fine degli anni Settanta del secolo scorso. Decorati con affreschi e stucchi, rappresentano un importante esempio di pittura romana della fine del I sec. a.C. e il risultato di una impegnativa opera di restauro che ha interessato il grande oecus, l’ambiente della rampa, due cubicoli sovrapposti. 

Il restauro degli ambienti, quindi, ha richiesto l’intervento sulle superfici e soprattutto la ricomposizione dei frammenti, attraverso cui giungere alla restituzione dell’impianto decorativo della Casa di Augusto, così come era al tempo dell’Imperatore.

Visita da non perdere.

lunedì 2 giugno 2014

Festa della Repubblica italiana

le Frecce Tricolori

Oggi, alla presenza del Presidente Giorgio Napolitano, si celebra a Roma la Festa della Repubblica italiana. Dopo due anni di assenza dai cieli, torneranno a volare anche le Frecce Tricolori con due passaggi sui cieli della capitale.

Questa giornata è in memoria di quanto avvenne nel 1946. Nella giornata del 2 giugno e la mattina del 3 giugno 1946 ebbe luogo il referendum per scegliere fra monarchia o repubblica. I voti validi in favore della soluzione repubblicana furono circa due milioni più di quelli per la monarchia. I ricorsi della parte soccombente furono tutti respinti e le voci di presunti brogli non furono mai confermate.

I votanti furono 24 947 187, pari all'89% degli aventi diritto al voto, che risultavano essere 28.005.449. I risultati ufficiali del referendum istituzionale furono: repubblica voti 12 718 641, pari al 54,3%; monarchia voti 10 718 502, pari al 45,7%; voti nulli 1 498 136. Analizzando i dati regione per regione si nota come l'Italia si fosse praticamente divisa in due: il nord, dove la repubblica aveva vinto con il 66,2%, ed il sud, dove la monarchia aveva vinto con il 63,8%.

Non poterono votare coloro che, prima della chiusura delle liste elettorali si trovavano ancora al di fuori del territorio nazionale, nei campi di prigionia o di internamento all'estero, né i cittadini dei territori delle province di Bolzano, Gorizia, Trieste, Pola, Fiume, e Zara, in quanto oggetto di contesa internazionale e ancora soggette ai governi militari alleato o jugoslavo. Furono inoltre esclusi coloro che erano rientrati in Italia fra la data di chiusura delle liste (aprile 1945) e le votazioni.

Da tutta Italia le schede elettorali e i verbali delle 31 circoscrizioni sono trasferite a Roma, nella Sala della Lupa di Montecitorio. Il conteggio avviene in presenza della Corte di Cassazione, seduti ad un tavolo a ferro di cavallo, degli ufficiali angloamericani della Commissione alleata e dei giornalisti. Due addetti assommano i dati dei verbali su due macchine calcolatrici, una per la monarchia e una per la repubblica, tenendo una seconda conta a mano.

La Stampa di mercoledì 5 giugno, sotto il titolo «Affermazione della Democrazia cristiana», ne riporta un altro più piccolo: «La repubblica in vantaggio di 1.200.000 voti» (alla fine il margine sarà più ampio).

Auguri Italia e buona Festa a tutti gli italiani.

giovedì 29 maggio 2014

Basilica dei Santi Quattro Coronati - Roma


Oratorio San Silvestro - Basilica dei Santi Quattro Coronati
Quello dei Santi Quattro Coronati è un complesso di edilizia cristiana situato nel rione romano del Celio, sull'omonimo colle.

E' uno dei rari esempi di architettura medievale rimasti a Roma. Il complesso è da poco stato restaurato ed è visitabile dal pubblico.

I nomi dei quattro santi titolari, secondo la Pontificia Academia Cultorum Martyrum, che vi pone una stazione al Lunedì della IV settimana di Quaresima, sono: Castorio, Sinfroniano, Claudio e Nicostrato, commemorati l'8 novembre.

La leggenda parla di quattro marmorari cristiani messi a morte sotto Diocleziano per essersi rifiutati di scolpire idoli pagani, ma anche di quattro (o cinque) militari, ugualmente martirizzati e sepolti presso le tombe dei martiri precedenti.

Gli scalpellini martiri nel Medioevo divennero patroni delle corporazioni edili e ancora adesso lo sono delle arti murarie (come a Bologna o a Firenze). Per la loro connessione con l'arte marmoraria e delle costruzioni, i Santi Quattro sono anche molto cari alla Massoneria: la Loggia di ricerca Q.C. di Londra, ad esempio, tiene tuttora il suo festival annuale l'8 novembre.

Il sito si presenta ancora come un complesso monastico fortificato, di modesta apparenza esterna ma di massiccia consistenza muraria, ed è costituito da una basilica e da una serie di altri spazi sacri e residenziali (cripta, cortili, convento, antico palazzo cardinalizio). Esso occupa, dal IV secolo, i luoghi di una ricca residenza aristocratica di età tardoantica che era collocata lungo l'antica via Tuscolana (nel percorso corrispondente all'attuale via dei Santi Quattro) e nei secoli fu ripetutamente e radicalmente modificato.

La primitiva aula absidata fu convertita in luogo di culto cristiano prima del 499, data a cui risale la prima attestazione del "titulus Aemilianae", più volte identificato, dalle fonti altomedioevali, con la chiesa dei Santi Quattro. La posizione della chiesa era rilevante, per essere in alto e per la sua vicinanza al Laterano, sede allora del papato.

La fortificazione del complesso (cripta, torre d'ingresso all'epoca decorata all'interno e all'esterno, primo cortile con i primi edifici destinati al clero) è di epoca carolingia, attribuita al papa Leone IV (fine VIII secolo).

Dopo l'incendio di Roberto il Guiscardo nel 1084, papa Pasquale II provvide alla ricostruzione, riducendo però la basilica alla sola metà ovest della ex navata centrale e trasformando il precedente spazio nell'attuale secondo cortile, mentre quelle che erano state le navate laterali furono inglobate, la destra nel palazzo del cardinale titolare, la sinistra nel monastero fondato dallo stesso Pasquale II, che dal 1138 divenne un priorato dell'abbazia benedettina di S. Croce di Sassovivo presso Foligno.

Importanti restauri (testimoniati dall'iscrizione con lo stemma del cardinale murata nel primo cortile, sotto la torre) furono fatti eseguire nel XV secolo dal cardinale Carillo dopo la cattività avignonese, quando il complesso fu dichiarato sede pontificia da papa Martino V. Con lo spostamento della sede papale in Vaticano, tuttavia, l'importanza del complesso decadde. Il 12 marzo 1564 l'insieme fu affidato alle monache di clausura Agostiniane e adibito ad orfanotrofio, trasformando tutti gli ambienti che affacciano sul cortile in dormitori per le orfane. È ancora oggi un convento delle Agostiniane.

Per informazioni e contatti: http://www.monacheagostinianesantiquattrocoronati.it/

domenica 27 aprile 2014

I quattro Papi

Giornata indimenticabile quella di oggi a Roma. 

In Piazza San Pietro alle ore 10 Papa Francesco, insieme al Papa Emerito Benedetto XVI, ha celebrato la Santa Messa di canonizzazione di due Papi: Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Salgono così ad 80 i Papi Santi della Chiesa.

Per meglio comprendere l'importanza delle figure dei due nuovi Papi Santi, riportiamo un brano di Don Julian Carron Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, pubblicato su Avvenire il 26 aprile (http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/carron-fraternita-comunione-liberazione-commento-avvenire-due-papi-santi.aspx) : "Occorrerebbe riandare alla situazione della Chiesa negli anni Cinquanta per capire la portata storica dei due Papi che oggi vengono canonizzati. 

Una Chiesa che rischiava di rimanere chiusa in se stessa, con una grande difficoltà a stabilire un rapporto adeguato col pensiero moderno, era bisognosa di una svolta epocale per tornare ad annunciare Cristo in un modo convincente e attraente agli uomini del nostro tempo.

«La longanimità misericordiosa di Dio per la salvezza dell’uomo», con queste parole don Giussani sintetizzò la testimonianza del Papa buono, che nella Pacem in Terris aveva intuito che la “frattura” nei battezzati tra fede e vita era «il risultato di un difetto di solida formazione cristiana. È perciò indispensabile che l’educazione sia integrale e ininterrotta» (n. 80). Chi avrebbe potuto immaginare solo poco tempo prima un evento come quello del Concilio Vaticano II? Occorreva una personalità semplice come quella di Giovanni XXII per assumersi tutta la responsabilità di convocare un concilio ecumenico. E anche se sarà Paolo VI a guidare i lavori dell’assise, il merito di averlo convocato e di averne impostato le prime mosse sarà per sempre di Papa Roncalli. ....

Se a Giovanni XXIII spetta l’onore di avere indetto il Concilio, si deve senza dubbio all’altro Papa che viene canonizzato, Giovanni Paolo II, l’avere raccolto il mandato conciliare e l’ansia per la sua realizzazione che era stata di Paolo VI. Dopo anni di scombussolamento del cosiddetto post-Concilio (Papa Montini ne parlò come di una «giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza»), in cui si vedeva con chiarezza quello che non serviva più ma si era ancora alla ricerca di quello che veramente poteva rispondere alle sfide del presente, l’arrivo di Giovanni Paolo II ha rappresentato una ventata d’aria fresca per una Chiesa in difficoltà. 

Forse solo adesso cominciamo a renderci conto della natura dell’impatto che la sua elezione ebbe sulla vita della Chiesa. Egli riuscì a invertire «con la forza di gigante – forza che gli veniva da Dio – una tendenza che poteva sembrare irreversibile», aiutando «i cristiani di tutto il mondo a non avere paura di dirsi cristiani, di appartenere alla Chiesa, di parlare del Vangelo» (Benedetto XVI, Omelia alla beatificazione di Giovanni Paolo II, 1° maggio 2011). Papa Wojtyla ha incarnato, come disse di lui don Giussani, «la chiara certezza di quel che significa il contenuto del messaggio cristiano anche per la storia di questo mondo. La fede cioè nel Dio fatto uomo, con il conseguente entusiasmo per questo Uomo, in cui è possibile riporre tutta la speranza dei singoli uomini e del mondo intero». "

Da oggi abbiamo due nuovi amici in cielo ai quali rivolgerci e chiedere di intercedere verso il Signore per la salvezza delle nostre anime.

Piazza San Pietro oggi



venerdì 25 aprile 2014

Festa della Liberazione

Questa mattina alle ore 9,30 il Presidente Giorgio Napolitano, il Primo Ministro Matteo Renzi e il Presidente del Senato Pietro Grasso hanno reso onore a Roma al Milite Ignoto sull'Altare della Patria in occasione dei 69 anni dalla Liberazione dell'Italia dal nazi fascismo da parte della Resistenza.

La Resistenza costituisce il fenomeno storico nel quale vanno individuate le origini stesse della Repubblica Italiana: l'Assemblea Costituente fu in massima parte composta da esponenti dei partiti che avevano dato vita al CLN (Comitato Liberazione Nazionale), i quali scrissero la Costituzione fondandola sulla sintesi tra le rispettive tradizioni politiche ed ispirandola ai princìpi della democrazia e dell'antifascismo.

Il periodo storico in cui il movimento fu attivo, comunemente indicato come "Resistenza", inizia dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 (il CLN fu fondato a Roma il 9 settembre) e termina nei primi giorni del maggio 1945, durando quindi venti mesi circa. La scelta di celebrare la fine di quel periodo con il 25 aprile 1945 fa riferimento alla data dell'appello diramato dal CLNAI per l'insurrezione armata della città di Milano, sede del comando partigiano dell'Alta Italia.

E' importante ogni anno ricordare la data del 25 aprile e la storia della Resistenza, soprattutto per le nuove generazioni che non hanno idea di cosa hanno vissuto e sofferto i loro avi per realizzare un mondo dove tutti potessero convivere in pace.


Il Presidente Napolitano questa mattina all'Altare della Patria

lunedì 21 aprile 2014

Natale di Roma

Oggi, 21 aprile, oltre ad essere il giorno di "Pasquetta" si ricorda anche il Natale di Roma. Oggi Roma compie 2767 anni! Si aspettano più di 200.000 turisti per le strade di Roma a festeggiare la Pasquetta e il compleanno della città eterna!

La data della fondazione di Roma è stata fissata al 21 aprile dell'anno 753 a.C. (Natale di Roma) dallo storico latino Varrone, sulla base dei calcoli effettuati dall'astrologo Lucio Taruzio. Altre leggende, basate su altri calcoli indicano date diverse.

I Romani avevano elaborato un complesso racconto mitologico sulle origini della città e dello stato; il racconto ci è giunto con le opere storiche di Tito Livio, Dionigi di Alicarnasso, Plutarco e le opere poetiche di Virgilio e Ovidio, quasi tutti vissuti nell'età augustea. In quest'epoca le leggende, riprese da testi più antichi, vengono rimaneggiate e fuse in un racconto unitario, nel quale il passato viene interpretato in funzione delle vicende del presente.

I moderni studi storici e archeologici, che si basano su queste e su altre fonti scritte, nonché sugli oggetti e sui resti di costruzioni rinvenuti in vari momenti negli scavi, tentano di ricostruire la realtà storica che sta dietro il racconto mitico, nel quale man mano si sono andati riconoscendo elementi di verità. Secondo la storiografia moderna, Roma non fu fondata con un atto volontario, invece nacque, come altri centri coevi dell'Italia centrale, dalla progressiva riunione di nuclei abitati sparsi, fenomeno detto sinecismo.

Prove del corteo storico per le vie di Roma - aprile 2014

giovedì 27 marzo 2014

Benvenuto in Italia Mr. President!

PeanutsfromItaly saluta l'arrivo in Italia, a Roma, del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Il Presidente Obama questa mattina alle ore 10 A.M. (ora di Roma) ha incontrato in Vaticano Papa Francesco. Piena è stata la sintonia tra il Papa e il Presidente Obama riguardo l'impegno continuo che i grandi della terra devono mantenere a favore dei più deboli e dei più poveri.

Successivamente alle ore 13 il Presidente Obama ha incontrato a pranzo il Presidente Napolitano e alle ore 15 il Primo Ministro italiano Matteo Renzi. Ampia la sintonia tra i due Premier: Renzi ha dichiarato che il motto Yes We Can! che fece vincere a Obama la prima campagna elettorale è stato preso in prestito per segnare il cambiamento in atto in questo momento in Italia.

Obama ha dato credito a Renzi, riconoscendo la portata storica delle riforme che il Governo italiano ha dichiarato di voler portare a termine.

Conclusi gli impegni pubblici, Obama ha voluto fare un tuffo nella storia di Roma, visitando il Colosseo e la zona dei Fori imperiali.

Auguri Mr President! Torni quando vuole in Italia, anche quando non sarà più Presidente!







giovedì 12 dicembre 2013

Il Natale romano

Siamo in pieno periodo natalizio, ma conosciamo il significato, l'origine della parola natale?

Natale (latino Natalis dies) è il nome con cui nella religione romana si indica il giorno di inizio di un evento importante e la sua ricorrenza: la nascita di un individuo e il suo compleanno, la fondazione di una città e il suo anniversario, la dedica di un luogo sacro e la sua ricorrenza, l'inizio del regno di un sovrano e la ricorrenza della sua ascesa al trono.

Nel calendario romano si trovano espressioni come Natale di Tito, Natale di Adriano a intendere i compleanni degli imperatori, oppure Natale di Mercurio, Natale di Minerva, a intendere la ricorrenza della dedica del tempio di questa o quella divinità.

Nel giorno natalizio si svolgevano feste private in occasione dei compleanni dei privati cittadini e feste pubbliche in occasione del natale di imperatori e divinità. Anche il Natale di Roma era ovviamente una solennità pubblica e coincideva con l'antica festa dei Parilia.

Il natale romano più famoso è però quello del Sole Invitto, il dies Natalis Solis Invicti, introdotto da Eliogabalo (imperatore dal 218 al 222) e ufficializzato per la prima volta da Aureliano nel 273, sul quale si sovrappose il Natale cristiano.



domenica 24 novembre 2013

La Conclusione dell'Anno della Fede

Come anticipato dall'arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione, domani in piazza San Pietro avrà luogo un evento che non si era mai verificato e che riaccende i riflettori sui resti attribuiti al primo Papa, l'Apostolo Pietro, martirizzato a Roma, secondo la tradizione, nell'anno 67 dell'era cristiana. 

Al termine dell'Anno della fede, "un ultimo segno culminante consisterà nell'esposizione per la prima volta delle reliquie che la tradizione riconosce come quelle dell'apostolo che qui ha dato la sua vita per il Signore". 

Verrà esposto alla venerazione dei fedeli il reliquiario che fece costruire Paolo VI nel 1968, precedente Anno della fede. All'interno racchiude nove piccoli frammenti ossei. Il reliquario è conservato nella cappella privata dell'Appartamento Pontificio, da dove è uscito una volta sola per essere portato nella stanza al decimo piano del Gemelli dove Papa Wojtyla era appena stato ricoverato dopo l'attentato del 13 maggio 1981.

Proprio il 26 giugno 1968 Papa Paolo VI, durante l'Udienza Generale, diede l'annuncio del ritrovamento delle ossa di san Pietro: "Nuove indagini pazientissime e accuratissime furono in seguito eseguite con risultato che noi, confortati dal giudizio di valenti e prudenti persone competenti, crediamo positivo: anche le reliquie di San Pietro sono state identificate in modo che possiamo ritenere convincente". 

Per coloro che passano da Roma domani, un'occasione unica da non perdere!


Tomba di San Pietro



mercoledì 13 novembre 2013

Festival Internazionale del Film di Roma

Dall' 8 al 17 novembre 2013 si svolge a Roma l'ottava edizione del Festival Internazionale del Film.

La prima edizione, denominata "Cinema. Festa internazionale di Roma", si è tenuta nel 2006, promossa da Comune di Roma, Camera di commercio, Regione Lazio, Provincia di Roma e organizzata dalla Fondazione Musica per Roma presieduta da Goffredo Bettini. La direzione artistica era formata da Maria Teresa Cavina, Piera Detassis, Gianluca Giannelli, Giorgio Gosetti e Mario Sesti.

Nel 2007 nasce la Fondazione Cinema per Roma, di cui è presidente Goffredo Bettini, e la direzione artistica del Festival è affidata a Maria Teresa Cavina, Piera Detassis, Gianluca Giannelli, Giorgio Gosetti, Gaia Morrione e Mario Sesti.

Nel 2008 è nominato presidente della Fondazione Cinema per Roma Gian Luigi Rondi e Piera Detassis coordina la direzione artistica, affiancata da Cavina, Giannelli, Gosetti, Morrione e Sesti. Dal 2009 al 2011, sempre sotto la presidenza di Rondi, Piera Detassis è direttore artistico. Nel 2012 Paolo Ferrari diventa presidente della Fondazione Cinema per Roma e Marco Müller viene nominato nuovo direttore artistico del Festival [1].

Il Festival si svolge presso l’auditorium Parco della Musica di Roma. La struttura progettata dall'architetto Renzo Piano ospita le proiezioni dei film e il red carpet, oltre a incontri, mostre, eventi. Le sale dell'auditorium a disposizione del Festival sono: sala Santa Cecilia (2.000 posti) sala Sinopoli (1.000 posti) sala Petrassi (650 posti) teatro Studio (300 posti) Studio 3 (80 posti).

Il red carpet è lungo 60 metri e occupa il viale che conduce alla cavea dell'auditorium. AuditoriumArte è lo spazio che ospita gli eventi collaterali (mostre, rassegne ecc..). Al MAXXI- Museo nazionale delle arti del XXI secolo, progettato dall'architetto Zaha Hadid, si svolge una parte del programma del Festival, in particolare di CinemaXXI. Il Mercato internazionale del film di Roma si svolge nell’area di via Veneto. 

Di fronte all’auditorium è allestito il Villaggio del Cinema, un’area con servizi per il pubblico e gli accreditati. Altri luoghi della città accolgono proiezioni ed eventi del Festival e iniziative collaterali dedicate al cinema, organizzate in occasione e in accordo con la manifestazione.

Per informazioni e curiosità sull'edizione in corso: http://www.romacinemafest.it









giovedì 15 agosto 2013

Ferragosto

La giornata di oggi, 15 agosto, viene solitamente chiamata Ferragosto.

Conoscete però il significato del termine Ferragosto? 

Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina feriae Augusti (riposo di Augusto) indicante una festività istituita dall'imperatore Augusto nel 18 a.C. che si aggiungeva alle esistenti e antichissime festività cadenti nello stesso mese, come i Vinalia rustica o i Consualia, per celebrare i raccolti e la fine dei principali lavori agricoli. L'antico Ferragosto, oltre agli evidenti fini di auto-promozione politica, aveva lo scopo di collegare le principali festività agostane per fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti.

Nel corso dei festeggiamenti, in tutto l'impero si organizzavano corse di cavalli e gli animali da tiro, buoi, asini e muli, venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori. Tali antiche tradizioni rivivono oggi, pressoché immutate nella forma e nella partecipazione, durante il Palio dell'Assunta che si svolge a Siena il 16 agosto (http://peanutsfromitaly.blogspot.it/2013/07/il-palio-di-siena.html).

La stessa denominazione "Palio" deriva dal "pallium", il drappo di stoffa pregiata che era il consueto premio per i vincitori delle corse di cavalli nell'Antica Roma.

E dopo un poco di storia, buon pranzo ferragostano a tutti!





martedì 6 agosto 2013

Paolina Borghese

Ai nostri amici in vacanza a Roma o a coloro che sono in procinto di recarsi nella città eterna, suggerisco di effettuare una visita a Paolina Borghese scolpita da Antonio Canova...

In attinenza con l'antica tradizione artistica romana di rappresentare individui mortali in atteggiamenti divini e di esaltare la bellezza femminile morbidamente distesa sul triclinio, la scultura fu commissionata dal marito di Paolina Bonaparte, Camillo Borghese, e scolpita a Roma dal 1805 al 1808, durante il suo matrimonio con l'esponente della famiglia dei Borghese. Fu quindi trasportata nella casa torinese di Camillo, poi a Genova, per arrivare infine nella sua attuale collocazione all'interno della Galleria Borghese di Roma intorno al 1838.

Antonio Canova è l'artista più famoso d'Europa, quando viene incaricato di scolpire il ritratto della consorte del principe Camillo Borghese. L'opera è scolpita da un unico blocco di purissimo marmo di Carrara, con l'innesto di due porzioni marmoree di forma triangolare, all'estremità dell'imbottitura e sullo schienale.

E' uno dei tanti capolavori unici al mondo che potete ammirare a Roma, la città eterna!

Per informazioni, ecco il link al Museo: http://www.galleriaborghese.it/






domenica 4 agosto 2013

Roma, via dei Fori Imperiali

Ieri il Sindaco di Roma ha inaugurato la pedonalizzazione di un tratto di Via dei Fori Imperiali a Roma, impedendone  il percorso alle auto private.

E' così nata la più grande area archeologica fruibile a piedi da turisti e romani, all'interno di una grande metropoli, senza il rumore e l'inquinamento portato dal traffico giornaliero a monumenti che hanno resistito a più di 2000 anni di storia.

Un plauso all'intelligenza del Sindaco di Roma che, avrà pure scontentato qualche automobilista, ma ha fatto felici milioni di turisti di tutto il mondo che potranno vivere l'esperienza di una vacanza romana ancora più affascinante, camminando a piedi per via dei Fori Imperiali come passeggiavano i romani dell'età augustea...   



per informazioni su Roma, ecco il link del comune: http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr

giovedì 1 agosto 2013

La Corte suprema di Cassazione

Proprio in queste ore in Italia si sente parlare molto della Corte suprema di Cassazione che deve esprimere il proprio giudizio su un imputato illustre che ha governato in Italia negli ultimi venti anni...

Forse a qualche nostro amico lettore interessa approfondire un poco la conoscenza di questa Corte.

La Corte suprema di cassazione è il giudice di legittimità delle sentenze emesse dalla magistratura in Italia.

Essa è unica sul territorio nazionale e ciò costituisce un'ulteriore garanzia per la sua funzione di assicurare l'esatta osservanza e l'uniforme interpretazione delle norme di diritto. In tal senso le sue sentenze costituiscono un criterio orientatore della giurisprudenza nazionale, la quale nell'assumere le proprie decisioni può, e in alcuni casi deve, tenere conto delle sentenze emesse della Corte.

La Corte si articola in sei sezioni civili, tra cui quelle del lavoro e tributaria, e in sette sezioni penali. Ogni Collegio giudicante è composto di cinque membri, compreso il suo Presidente.

A differenza che negli ordinamenti di Common Law, le pronunce della Cassazione (in quanto tribunale di ultima istanza) non sono vincolanti che per il giudizio cui si riferiscono. Tuttavia esse sono di regola seguite dai giudici dei gradi inferiori (in particolare le pronunce delle Sezioni Unite). In ciò si esprime la cosiddetta funzione nomofilattica della Corte di cassazione, con la quale si intende il ruolo della Cassazione di armonizzare l'interpretazione giurisprudenziale delle norme di applicazione ermeneutica più ambigua.

La Cassazione riunita in Sezioni Unite, inoltre, ha il compito di "giudice della giurisdizione": essa deve cioè esprimersi ogni qual volta vi sia un conflitto di giurisdizione (tra giurisdizione ordinaria e giurisdizioni speciali, come quella amministrativa). In questi casi le decisioni della Corte rappresentano, invece, un precedente vincolante per le giurisdizioni.

Spero di essere stato abbastanza chiaro e semplice nell'esposizione, resto a disposizione per rispondere a domande di chiarimento!