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domenica 15 settembre 2013

Terre di Efesto

Efesto (in greco, attico: Ἥφαιστος, Héphaistos, dorico: Ἇφαιστος, Áphaistos) nella mitologia greca è il dio del fuoco, della tecnologia, dell'ingegneria, della scultura e della metallurgia.

Era adorato in tutte le città della Grecia in cui si trovassero attività artigianali, ma specialmente ad Atene. Nell'Iliade, Omero racconta di come Efesto fosse brutto e di cattivo carattere, ma con una grande forza nei muscoli delle braccia e delle spalle, per cui tutto ciò che faceva era di un'impareggiabile perfezione.

A Catania nel 2012 nasce l'Associazione Terre di Efesto.

Leggiamo dal sito internet dell'Associazione ( http://www.terrediefesto.eu/):

"Efesto nasce come associazione di apicoltori biologici con l’obiettivo di produrre un miele che racconti della nostra terra, della nostra cultura, della nostra storia. Le finalità dell’associazione non sono circoscritte solo ed esclusivamente all’apicoltura. Parlare di apicoltura significa parlare di agricoltura, zootecnia, ma soprattutto significa parlare di ambiente.  Pensiamo all’indispensabile funzione  che l’ape riveste nel nostro eco-sistema; al prezioso servizio  di impollinazione che rende alla natura; all’importanza di un ambiente sano per la sua e la nostra stessa sopravvivenza. Ragion per cui  l’associazione ha voluto abbracciare tutte quelle tematiche che avessero come unico e fondamentale obiettivo: “la salvaguardia dell’ambiente”. "

Facciamo conoscere Terre di Efesto e tutte le Associazioni che promuovono e difendono un rapporto uomo natura più responsabile, più umano.



lunedì 5 agosto 2013

Oasi del Simeto


Uno dei tanti paradisi naturalistici che si possono visitare in Sicilia è la Riserva naturale Oasi del Simeto.

E' un luogo incantato, poco conosciuto e che merita di essere valorizzato in Italia e all'estero.

L'oasi è una riserva naturale di circa 2000 ettari, istituita nel 1984. È situata alla foce del fiume Simeto, da cui prende nome, nella piana di Catania, sulla costa della Plaia che dà sul mare Ionio. 

La vegetazione del tratto finale del fiume è essenzialmente costituita da canne di palude e cespugli di tamerici e salicornieti tra i quali trovano riparo una grande varietà e quantità di volatili. Lungo le dune  che fiancheggiano i litorali sabbiosi cresce una vegetazione composta da Violaciocca selvatica, Salsola, Santolina, Poligono marittimo, Ravastrello marittimo, Tamerici, Giunchi pungenti acuti e meridionali. La sponda destra del fiume Simeto presenta boschetti di pini ed eucalipti fino alla zona del lago di Gornalunga. 

L'Oasi del Simeto è una zona umida estremamente importante perché rappresenta una delle tappe fisse delle rotte di tante specie di uccelli migratori. Un tempo era un' estesissima palude che venne drenata e prosciugata nell'immediato dopoguerra per la presenza della malaria. Tantissime sono le specie di uccelli che la popolano.

Oggi purtroppo rimane ancora una zona poco conosciuta e poco protetta dalle guardie forestali e per questo motivo presa di mira da bracconieri e gente senza scrupoli che vorrebbe farla diventare zona di discarica abusiva. 

Quando visitiamo la bella Sicilia non manchiamo di fare una tappa nell'Oasi del Simeto e soprattutto facciamola conoscere e rispettare in tutto il mondo.

Di seguito il link alla pagina facebook dell'Oasi:  https://www.facebook.com/difendiamoilsimeto







domenica 14 luglio 2013

Il Castagno dei cento cavalli

Il Castagno dei Cento Cavalli è un albero di castagno plurimillenario, ubicato nel Parco dell' Etna in territorio del comune di Sant'Alfio, in provincia di Catania.

Il castagno, considerato come il più famoso e grande d'Italia e oggetto di uno dei più antichi atti di tutela naturalistica - se non il primo del genere - in Sicilia, è stato studiato da diversi botanici e visitato da molti personaggi illustri in epoche passate. La sua storia si fonde con la leggenda di una misteriosa regina e di cento cavalieri con i loro destrieri, che, si narra, vi trovarono riparo da un temporale.

L'albero si trova nel bosco di Carpineto, nel versante orientale dell' Etna, in un'area tutelata.

Diversi studiosi di botanica concordano sulla sua età: avrebbe dai due ai quattromila anni e, stando alla tesi del botanico torinese Bruno Peyronel, potrebbe essere l'albero più antico d'Europa ed il più grande d'Italia.

Si narra che una Regina, con al seguito cento cavalieri e dame fu sorpresa da un temporale durante una battuta di caccia, nelle vicinanze dell'albero e proprio sotto i rami trovò riparo con tutto il numeroso seguito.

Il temporale continuò fino a sera, così la regina passò sotto le fronde del castagno la notte in compagnia, si dice, di uno o più amanti fra i cavalieri al suo seguito.

Non si sa bene quale possa essere la regina, secondo alcuni si tratterebbe di Giovanna d'Aragona oppure secondo altri l'imperatrice Isabella d'Inghilterra, terza moglie di Federico II, secondo altri ancora si tratterebbe di Giovanna I d'Angiò la cui storia verrà collegata all'insurrezione del Vespro (XIV - XV secolo). 

Tutte queste leggende, molto probabilmente, sono frutto di fantasia popolare; di certo c'è un luogo ricco di storia da visitare e contemplare per la sua bellezza!